mercoledì 9 aprile 2014

Garantire il permesso di soggiorno nel nostro paese a chi acquista un immobile nel territorio italiano può essere una soluzione utile per rilanciare il settore immobiliare?

Manovra molto interessante per alcuni paesi del mediterraneo. L'obiettivo è di attrarre gli investitori internazionali e rilanciare il settore immobiliare, offrendo il permesso di soggiorno a chi acquista casa.
Portogallo, Spagna, Grecia e Cipro offrono un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che  comprano casa, tra i compratori primeggiano russi e cinesi.
  • Portogallo: Il progetto, partito un anno fa, prevede un investimento minimo di 500.000,00 Euro che permette di avere all’investitore straniero il visto di residenza annuale che può essere rinnovato fino al quinto anno. Passati i cinque anni si ha diritto a chiedere il visto permanente, che potrà trasformarsi in cittadinanza, a patto di passare almeno 14 giorni l'anno nel paese. In un anno di attività il meccanismo ha attirato investimenti per 250 milioni di Euro;
  • Spagna: Il progetto, partito due mesi fa, prevede sempre un investimento iniziale di 500.000,00 Euro. Per ottenere il visto permanente e la cittadinanza però occorrono almeno dieci anni nei quali è necessario risiedere nel paese per almeno sei mesi dell’anno;
  • Grecia: Il progetto prevede un investimento minimo di 250.000,00 Euro con il quale si ottiene un visto valido per cinque anni;
  • Cipro: Il progetto prevede un investimento minimo di 300.000,00 Euro con il quale si ottiene un visto di tre anni rinnovabile.
Attirare nuovi investitori stranieri potrà aiutare il settore immobiliare? Questa nuova iniezione di liquidità nel nostro paese potrebbe innescare un volano che vada a smuovere l’intera economia?soluzioni immobiliari

mercoledì 19 marzo 2014

Affitti: La Corte Costituzionale non riconosce legittima la norma che consentiva agli inquilini di denunciare il proprietario di casa che non aveva registrato il contratto d'affitto

La Corte Costituzionale, con la sentenza 50/2014, ha dichiarato illegittime le norme (l'articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23/2011) che consentivano agli inquilini di denunciare il  proprietario di casa che non aveva registrato il contratto d'affitto o aveva indicato un importo inferiore rispetto a quello reale, o ancora aveva registrato un finto comodato d'uso, beneficiando così di un canone annuo pari al triplo della rendita catastale, importo in genere inferiore ai valori di mercato del 70-80%, con durata di quattro anni rinnovabili. Secondo tali disposizioni, gli inquilini potevano registrare di propria iniziativa il contratto d'affitto presso un qualsiasi ufficio delle entrate, dai funzionari del fisco o della guardia di finanza.
La questione di legittimità sull'articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23/2011, era stata sollevata da sette diversi tribunali. Secondo alcuni magistrati sostenevano si fosse in presenza di una lesione della libertà contrattuale delle parti, le quali si vedevano imposti per legge il contraente, la durata e il canone del contratto. Le sanzioni sono state bocciate dai giudici costituzionali per difetto di delega: ovvero, la legge in base alla quale è stato emanato il decreto legislativo 23/2011 si occupava di federalismo fiscale e le norme contro l'evasione degli affitti in nero sono andate oltre gli obiettivi che aveva fissato il Parlamento. Non bisogna dimenticare poi lo Statuto del Contribuente (articolo 10, comma 3), in base al quale la violazione di norme tributarie non può causare la nullità del contratto.
La sentenza rappresenta un vero rompicapo per tutti quegli inquilini che hanno già denunciato il padrone di casa, le pronunce della corte costituzionale, infatti, hanno effetto retroattivo (ovvero anche per il passato). La Retroattività colpirà i contratti registrati dagli inquilini e dai funzionari del fisco a partire dal 6 giugno 2011, i quali finiranno nel nulla. Le sanzioni sono scattate 60 giorni dopo l'entrata in vigore del decreto (7 aprile 2011), ciò significa che i proprietari potranno chiedere agli inquilini di liberare l'abitazione, perché il contratto cadrà insieme alla norma di legge che lo prevedeva, e che sarà necessario regolare il periodo in cui il conduttore ha occupato l'alloggio.
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giovedì 13 marzo 2014

Fotovoltaico sul tetto? Per il Fisco vale come una stanza in più e va accatastato

Non tutti sanno che l'impianto fotovoltaico sul tetto di casa, se ha una potenza superiore a 3 kiloWatt, potrebbe far aumentare la rendita catastale, e quindi l'Imu, la Tasi e le altre imposte che hanno come base il valore catastale (ad esempio, il registro in caso di compravendita). Installati per abbattere i costi in bolletta e per incassare gli incentivi pubblici sull'energia prodotta – secondo la tesi del Fisco – i moduli fotovoltaici vanno considerati come una "appendice" dell'abitazione che aumenta il suo valore. A chiarirlo è una circolare dell'agenzia delle Entrate (n. 36/E del 19 dicembre 2013) che ha esentato dall'obbligo gli impianti "minori" e definito nel dettaglio le circostanze in cui i pannelli

di Cristiano Dell'Oste e Michela Finizio - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/caF6b         

lunedì 10 marzo 2014

Affitti Casa: Nel 2014 si tratta di vera rivoluzione.

Proviamo a riepilogare le novità introdotte recentemente nel mondo delle locazioni, senza dimenticare che la materia è ancora in continua evoluzione. Il Premier Renzi nel nuovo piano casa prevede, tra le altre cose, il taglio dell'aliquota della cedolare secca dal 15 al 10%.
  1. Divieto del pagamento in contanti per cifre superiori ai mille euro (art. 1, comma 50 della legge di stabilità). La legge di stabilità ha introdotto il divieto di utilizzare il contante per le locazioni abitative per qualsiasi importo. Il dipartimento del tesoro successivamente, ha chiarito che le sanzioni scatteranno solo a partire dai 1000 euro, quindi sarà possibile pagare in contanti fino a 999,99 euro. La sanzione andrà dall'1 al 40% dell'importo versato, con un minimo di 3000 euro;
  2. Obbligo di allegare l'ape solo per gli interi edifici. L'attestato di prestazione energetica (APE) non deve essere obbligatoriamente allegato al contratto di affitto quando si tratta di singole unità immobiliari, ma solo nel caso di locazione di interi edifici. Resta l'obbligo di dotarne l'immobile e di inserire una clausola specifica nell'atto. nel caso di sanzioni c'è una sanzione da 1000 a 4000 euro, dimezzata per locazioni inferiori a tre anni;
  3. Riduzione aliquote cedolare secca. Già nel decreto sull'imu, il governo aveva tagliato l'aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato dal 19 al 15%, ora nel piano casa annunciato dal Premier Renzi è previsto un nuovo taglio al 5%;
  4. Introduzione del modello RLI. Il nuovo modello RLI sostituisce il vecchio modello 69 e viene utilizzato a partire dal 3 febbraio nei seguenti casi:
  • registrazione contratti di locazione e affitto immobili;
  • registrazione proroghe, cessioni e risoluzioni dei contratti di locazione e affitto immobili;
  • esercizio e revoca della cedolare secca;
  • denunce di contratti d'affitto non registrati, o con canone superiore a quello registrato e contratti di comodato fittizi;
  • segnalazione dati catastali unità immobiliari.
Fino al 31 marzo 2014 sarà possibile utilizzare il vecchio modello 69 in alternativa al RLI.

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lunedì 24 febbraio 2014

Confedilizia presenta al Governo Renzi proposte fiscali per risollevare il mercato immobiliare

Affrancamento IMU-TASI
Il proprietario dell’immobile paga in anticipo un numero di annualità IMU-TASI e affranca la casa dalle imposte sugli immobili per un periodo concordato. Il Comune avrà il vantaggio dell’incasso immediato e di una riduzione dei contenziosi. Mentre il proprietario troverà un  accresciuto valore di mercato dell’immobile, che potrà essere venduto forte di questo affrancamento o ceduto ai figli sgravandoli dall’onere delle imposte future.

Permute immobiliari
Si potrebbe prevedere una riduzione delle tasse sulle permute immobiliari (es: lasciare le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa eliminando l’imposta di registro) al ricorrere di determinate condizioni. Visto il numero esiguo di operazioni (ad oggi), non si avrebbe un grave ammanco di gettito, mentre il minore onere fiscale potrebbe rivitalizzare i trasferimenti di immobili, con ricadute positive per l’Erario in termini di incasso IVA e imposte sui redditi.La misura potrebbe stimolare attività economiche per 4,5 miliardi di euro, sbloccare immobili invenduti e contribuire a riqualificare il patrimonio edilizio esistente (le imprese sarebbero incentivate a ristrutturare gli immobili). Si propone di estendere agli avvocati oltre che ai notai la possibilità di stipulare gli atti, con la contestuale introduzione di un interpello preventivo all’Agenzia delle Entrate per l’importo delle imposte da corrispondere in caso di immobili di differente valore.

Detassazioni
Si propone di mutuare una pratica diffusa negli Stati Uniti, dove 57 milioni di persone vivono in super-condomini o strutture che funzionano come comunità autoregolate: attraverso un contratto condiviso da tutti, si provvede direttamente a una serie di servizi (es.: pulizia delle strade) in cambio di forme di detassazione su casa e servizi comunali. In pratica, si propone di concedere sconti IMU a cittadini che si organizzano in comitati occupandosi della manutenzione di strade o piazze in applicazione di un principio di sussidiarietà.

Affitti e cedolare secca
Si propone di estendere la cedolare secca agli immobili diversi dall’uso abitativo, applicando aliquota agevolata (15%) sui contratti concordati su base nazionale (non solo nei comuni ad alta densità abitativa) e riducendo anche quella prevista per i contratti non concordati. Per i redditi da locazione si propone anche una deduzione del 15%  tornando alle agevolazioni precedenti alla Riforma del Lavoro (legge 92/2012), che ha ridotto la deduzione al 5% dal 2013. Sugli immobili affittati Confedilizia chiede IMU al 4 per mille (oggi in media i Comuni applicano il 9 per mille), mentre per le locazioni non abitative si propone di introdurre una liberalizzazione dei contratti, per consentire anche una durata più breve a fronte di prezzi più bassi. Oggi sono di 6+6 per attività industriali, commerciali, artigianali e agenzie turistiche; 9+9 per pensioni, trattorie, case di cura, stabilimenti balneari, alberghi, teatri.

Altre misure
Si chiede di reintegrare l’abolizione IRPEF su case sfitte reintrodotta dalla Legge di Stabilità per quelle nello stesso comune di residenza); esenzione IMU su immobili invenduti già prevista per le imprese di costruzione dal dl Dl 102/2013 (Decreto IMU), da estendere ad agenzie immobiliari e persone fisiche.
Fonte: Confedilizia

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mercoledì 29 gennaio 2014

Rent to Buy: luci ed ombre dell'affitto con riscatto.

L'affitto con riscatto è una formula di acquisto che, in tempo di crisi, offre sicuramente un’alternativa alla compravendita tradizionale,fornendo indubbi vantaggi all'acquirente, ma che presenta ancora qualche imprecisione (ad esempio pagare le imposte sia sull’affitto che sulla vendita dell’immobile).
Il cittadino che non dispone della somma necessaria ad acquistare un immobile, attraverso questa formula può procedere all’acquisto, con la possibilità inoltre in caso di lavori di ristrutturazione (o di arredamento fatto su misura), che il proprio non sia un investimento perso.
Oggi più che mai è necessario un intervento da parte del legislatore che definisca bene quali devono essere i termini del contratto, quali costi debbano ricadere sul venditore e quali sull'acquirente-locatario.
Facciamo alcuni esempi:
  • Con la normativa attuale si potrebbe configurare una situazione dove ci si trovi a pagare le imposte sia per la locazione immobiliare sia per la compravendita (non si parla di grosse cifre ma è il principio ad essere sbagliato). Un’ipotesi potrebbe essere una portare in detrazione dell’imposta di registro al momento del rogito quanto pagato per la locazione.
  • Un aiuto per i costruttori potrebbe essere il trasferimento dell’IMU a carico dell’acquirente-locatario dal momento in cui parte la locazione e non attendere il momento del rogito.
Problema sicuramente sentito dai costruttori e dai proprietari i venditori è quello delle garanzie: quali strumenti saranno disponibili per assicurarsi la riuscita della compravendita senza intoppi? La paura di trovarsi un immobile occupato e non riuscire a realizzarne un profitto è argomento sempre caldo.
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mercoledì 22 gennaio 2014

Arriva il plafond casa! due miliardi per l'erogazione di mutui a tassi agevolati fino al 100% del valore dell'immobile

Finalmente operativo il plafond casa dal 7 Gennaio 2014, l'accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti e l'Associazione Bancaria Italiana per facilitare l'acquisto della prima e della seconda abitazione. Sono stati resi disponibili per gli istituti di credito due miliardi per l'erogazione di mutui a tassi agevolati fino al 100% del valore dell'immobile (si tratterà di finanziamenti tanto a tasso variabile che fisso).
Il plafond casa è destinato al finanziamento, tramite mutui garantiti da ipoteca, dell'acquisto di immobili residenziali, avranno priorità:
  1. le abitazioni principali (preferibilmente appartenenti ad una delle classi energetiche a, b, o c e/o di interventi di ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica);
  2. le giovani coppie;
  3. i nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile;
  4. le famiglie numerose (con almeno 3 figli).
In particolare l'importo sarà costituito da:
  • 250.000 euro per l'acquisto di un immobile residenziale senza interventi di ristrutturazione con accrescimento dell'efficienza energetica;
  • 350.000 euro per l'acquisto di un immobile residenziale con interventi di ristrutturazione con accrescimento dell'efficienza energetica sul medesimo immobile residenziale.
Per assicurarsi che le banche riversino sui cittadini i minor costi del funding, sarà attivato un meccanismo di controllo. Nei contratti infatti, gli istituti di credito sono tenuti ad esplicitare il tasso a cui si sono finanziate presso la CDP e lo sconto che verrà riconosciuto ai mutuatari rispetto alle condizioni standard applicate dalla banca per analoghi finanziamenti.
A seconda dell'andamento dei finanziamenti, Cassa Depositi e Prestiti si riserva anche la facoltà di destinare nuove risorse, aggiuntive rispetto ai 2 miliardi. Nella fase di avvio, una quota del 30% del plafond è riservata alle banche del sistema del credito cooperativo e delle banche piccole e minori.
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